FILOSOFIA
Il nostro allevamento si trova in Alto Adige, in un piccolo
paesino di nome Vanga, in provincia di Bolzano, sull’altopiano
del Renon, a 1.000 metri di altezza, ed e’ forse l’allevamento
piu’ in alto d’Europa.
Sullo sfondo di questo altopiano si stagliano le Dolomiti,
con le loro stupende ed impervie vette, ultimo asilo dei pochi
e superbi rapci rimasti; ed e’ sicuramente uno dei paesaggi
piu’ suggestivi ed imponenti di tutto l’arco alpino.
Sul nostro altopiano il sole batte senza risparmiarsi per
tutto l’anno, il clima non e’ mai estremamente
rigido e le nevicate invernali raramente causano danno all’agricoltura.
Questo insieme di situazioni fa si’ che la flora sia
rigogliosa, i boschi si estendano a vista d‘occhio,
e l’erba cresca sana e abbondante, cosi’ ricca
di quelle sostanze nutritive tanto necessarie per l’allevamento
dei nostri cavalli. L’altitudine, il clima, il sole,
la leggera ma costante umidita’ che deriva dalla presenza
di una diga, situata ai piedi del nostro allevamento, la ricchezza
d’acqua, l’aria pura ed incontaminata, vuol dire
vivere una vita sana. I cavalli rimangono durante la primavera,
l’estate e buona parte dell’autunno, sempre all’aperto,
liberi sotto il sole, a pascersi di questa erba che emana
un profumo inebriante e che per loro vuol dire forza, salute,
vitalita’.
Le scuderie sono di prima qualita’. Venti grandi box
e una stalla a stabulazione libera per il puledri, un maneggio
in sabbia, un tondino e stalle separate per gli stalloni.
Alcuni box delle nostre scuderie sono dotati di piccoli, singoli
paddocks, dove il cavallo, quando vuole, puo’ uscire.
Altri paddocks, molto piu’ grandi, spaziosi e completamente
all’aperto, sono disseminati per tutto l’allevamento,
in modo che i nostri cavalli abbiano sempre garantita, anche
durante la stagione invernale, la loro uscita quotidiana.
Quando secoli fa l’uomo, da piccolo pastore sedentario
ed umile che era, comincio’ a guardare consapevolmente
verso l’orizzonte ed ad avere il desiderio di conoscere
quell’immenso ed ignoto spazio che gli si stendeva davanti,
la sua attenzione cadde naturalmente e logicamente sulle zampe
snelle e veloci del cavallo, che erano le uniche a potergli
permettere di tradurre quel sogno in realta’. E cosi’
l’uomo domo’ il cavallo, che divenne da un lato
un fedele, insostituibile e docile compagno, dall’altro
un complice in guerre, violenze e distruzioni.
In un inno arabo al cavallo, il popolo che sicuramente piu’
di ogni altro lo ha amato ed esaltato, quasi fino a farlo
divenire leggenda, si legge: “Aquila scendi, o salgo
io verso di te”; quasi come una sfida lanciata dal cavallo
al rapace, dominatore dei cieli. Nel corso della storia il
cavallo, per i popoli arabi, non e’ stato solo un strumento
da lavoro o una macchina da guerra, ma anche un compagno fedele,
l’unico essere perfetto che Allah ha donato all’uomo,
il loro orgoglio nazionale, il simbolo della loro fierezza
di guerrieri e di liberi signori. Il cavallo arabo, derivante
da stirpi sirianiche ed irianche, arrivo’ in Arabia
circa nel III° secolo, a.C., e qui trovo’ un clima
inospitale, arso e torrido, che insieme ad un terreno arido
e poco verde, contribui’ a ridurlo di taglia; il terreno
soffice ed asciutto del deserto, gli rese l’unghia piccola
e forte, e di conseguenza, la zampa sottile, agile e svelta.
Costretto a lunghe galoppate ed a scatti rapidissimi, per
esaudire i desideri degli arabi razziatori, acquisto’
profondita’ di torace, e, quindi, resistenza e fondo,
nonche’ velocita’ strepitosa, rafforzando i muscoli
della parte posteriore del corpo che, miracolo, si e’
sempre mantenuta leggera, mai pesante, in perfetta armonia
con un ventre sottile e sfuggente. A questo perfetto corpo
fisico, si aggiunge un carattere docile, amabile, di un animale
che sicuramente cerca e vuole l’uomo, che vede in lui
non un nemico, ma bensi’ un compagno, che lo accudisce,
che lo difende, che si prende cura di lui. Il cavallo arabo
ha bisogno delle parole dell’uomo, delle sue carezze,
del suo incoraggiamento in tutte quelle situazioni che non
capisce e di cui ha timore.
Per questo motivo noi alleviamo i purosangue arabi, ancora
con le doti dei cavalli originali del deserto, perche’
sono gli unici, fra tutte le razze equine, a possedere ed
accumunare una perfetta e poderosa armonia fisica, ad un carattere
docile e fiero nello stesso tempo.
Il cavallo arabo non e’ un semplice animale, e’
un’unica armonia, quasi una sinfonia di bellezza e forza,
e’, insomma, un momumento di perfezione.
|
Andrea e Philipp con
Akuwar El Gaug
|